Parodontite cronica: la più diffusa tra le parodontopatie

A cura di Emoform

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È la forma di parodontopatia più comune, ma quasi sempre il paziente si rivolge ad uno specialista quando è già in uno stato avanzato a causa dei sintomi, come ad esempio la mobilità dei denti.

Significato di parodontopatia

Con parodontopatia si intende l’insieme delle malattie che possono colpire il paradonto, ovvero il complesso di strutture che danno sostegno al dente (gengive,osso alveolare, legamento parodontale e cemento radicolare). Se non viene curata con tempestività, una paradontopatia può portare al danneggiamento ed alla caduta dei denti. È una malattia che non ha età, infatti può colpire sia i bambini che gli anziani, la chiave di tutto è una corretta igiene orale. Nella casualità di questa tipologia di gengivite molto acuta, intervengono possono intervenire fattori come:

  • Scarsa igiene orale
  • Fattori genetici
  • Patologie pregresse (diabete, sindrome di Down, artrite reumatoide e HIV)
  • Fumo di sigaretta
  • Stile di vita poco salutare

Le parodontopatie possono essere classificate in funzione della localizzazione:

  • parodontopatia diffusa orizzontale/verticale a seconda del tipo di diffusione;
  • parodontopatia marginale che causa il riassorbimento dell’alveolo osseo;
  • parodontopatia apicale che identifica l’infiammazione dell’osso alveolare e dell legamento parodontale;
  • parodontopatia per l’inclusione di ottavi, che colpisce i cosiddetti denti del giudizio, quando non riescono a uscire dalla gengiva.

Parodontopatia

Parodontite cronica

La parodontite cronica si manifesta generalmente attraverso gengive gonfie, sanguinanti e mollicce, con una mobilità dei denti più o meno marcata. È proprio quest’ultimo segnale a spingere i pazienti a rivolgersi al proprio dentista, ma purtroppo a quel punto lo stadio della malattia è già avanzato e più difficilmente trattabile.

Tra le cause della parodontite cronica i batteri sono sicuramente quella più importante. La presenza prolungata di residui di cibo sul margine gengivale, infatti, provoca la formazione della placca batterica. Questa, se non viene rimossa entro 24-48 ore, calcifica trasformandosi in tartaro.

La gengiva subisce così un attacco cruciale e gradualmente diventa soggetta a gengivite, che se trascurata degenera in parodontite.

La parodontite comporta un grave danno dell’apparato di sostegno dei denti. I legamenti che trattengono il dente al suo osso vengono infatti progressivamente distrutti, poiché è l’osso stesso a subire un progressivo riassorbimento. Il dente diventa sensibile al freddo ed è circondato da una gengiva arrossata, gonfia, dolente e sanguinante. Il paziente, di solito, evitando di spazzolare la parte o non masticare su quel lato, finisce col peggiorare definitivamente il quadro.

La parodontite è caratterizzata da una discreta ereditarietà, esistono quindi individui più predisposti al suo instaurarsi. Il trattamento della parodontite cronica varia a seconda della gravità del quadro clinico e può arrivare fino a interventi di rigenerazione ossea laddove la perdita di sostegno osseo sia stata più marcata.

La velocità con cui si sviluppa la parodontite  può variare in base al soggetto, anche in situazioni molto simili, questo può essere determinato dalla quantità e dalla tipologia di batteri, la risposta del proprio sistema immunitario inffati può influenzare una parodontite.